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Attività
Inaugurato il Long Day presso il 5° piano dell’Ospedale di Casalpusterlengo
L’allestimento degli spazi è stato realizzato dall’Associazione Il Samaritano OdV grazie a un importante lascito testamentario
Giovedì 22 gennaio 2026, al 5° piano dell’Ospedale di Casalpusterlengo, è stato inaugurato un nuovo spazio per l’assistenza dei pazienti presi in carico dal servizio di cure palliative. Si tratta del Long Day, un ambiente in cui, un giorno alla settimana, troveranno accoglienza alcune persone tra quanti sono seguiti dalle cure palliative domiciliari. Gli spazi sono stati arredati e allestiti dall’Associazione Il Samaritano OdV, grazie a un significativo lascito testamentario predisposto da una donatrice di Caselle Landi, la signora Maria Contardi, deceduta all’età di 97 anni a Sant’Angelo Lodigiano lo scorso 8 gennaio 2025.
Il gesto di grande generosità della signora Maria Contardi è ricordato da una targa commemorativa all’ingresso del Long Day; la donazione è il frutto di una polizza vita nella quale la gentile benefattrice aveva indicato, accanto ad altre, anche la nostra Associazione, come beneficiaria al 25%. Prende così vita il progetto del Long Day: il Samaritano ha sostenuto il costo dell’allestimento dei locali e ha inoltre ricevuto dall’Associazione Pallium un contributo per l’inizio dell’attività.
Diversi sono stati gli interventi che si sono susseguiti nel corso del momento inaugurale. Il Direttore Generale dell’ASST di Lodi, Ing. Guido Grignaffini, ha sottolineato come il Long Day sia uno spazio di cura e sollievo per i pazienti e per le loro famiglie, secondo l’approccio peculiare della filosofia delle cure palliative. “Si tratta di uno spazio che di fatto va a riempire un vuoto – ha aggiunto il DG Grignaffini – e che completa un servizio che garantisce le cure palliative a tutti i livelli, dall’ambulatorio, al domicilio, all’Hospice”. L’ASST di Lodi ha inoltre sottolineato che progetti così significativi sono il frutto di una virtuosa sinergia, nel nostro territorio, tra il mondo del volontariato e la realtà dei servizi sociosanitari.














Questo aspetto è riecheggiato anche nelle parole della dott.ssa Silvana Cirincione, Direttore Socio Sanitario dell’ASST di Lodi. “La realtà di un servizio come il Long Day è una preziosa opportunità per ampliare le modalità di presa in carico delle persone fragili”, favorendo l’avvicinamento ai setting di cura che si affiancano alla realtà domiciliare senza sostituirsi ad essa, “alleggerendo così il carico assistenziale delle famiglie in alcuni frangenti più delicati. Questo spazio è una perla all’interno del nostro percorso di cura sul territorio”. Ciò è possibile grazie all’interazione a 360° tra l’Azienda, l’Associazione, gli operatori e i volontari dell’équipe e famigliari. “Il Long Day desidera essere luogo di sollievo e socialità nei momenti di solitudine e sconforto, e anche dal punto di vista estetico questo traspare nella cura dei particolari, definiti con eleganza, che trasmettono un senso di serenità e bellezza”.
Il nostro Presidente, il dott. Roberto Franchi, ha voluto ricordare che il Long Day nasce oggi in uno spazio carico di storia, significati ed emozioni, non solo personali ma per tutti coloro la cui vicenda si è legata ai percorsi di cura e sollievo presso l’Ospedale di Casalpusterlengo, in Oncologia e in Hospice. “Non nascondo l’emozione – ha detto il dott. Franchi – perché proprio qui, nello spazio così bello in cui ci troviamo oggi, dal 1993 al 2000 mi trovavo a lavorare accanto alle poltrone per la somministrazione delle prime chemioterapie svolte in questo Ospedale. Sempre qui c’erano i nostri studi medici, ed è veramente commovente ritrovare questi luoghi riportati di fatto a nuova vita, grazie alla nostra Segretaria del Samaritano, Giusy Bassanini, che è stata fondamentale nel coordinamento per la realizzazione del progetto. La nostra Associazione è sempre stata attenta e presente per l’Hospice e le cure palliative, e anche il progetto di questo Long Day ci ha subito entusiasmati. Tornare in questo 5° piano, per noi così carico di valori, è qualcosa di speciale e siamo convinti di aver impegnato al meglio il lascito testamentario della signora Maria Contardi. Non la conoscevamo personalmente e non aveva mai usufruito dei nostri servizi, ma i suoi parenti ci hanno riferito che era una persona molto generosa, che faceva beneficienza e aveva un’attenzione speciale per gli ammalati e i sofferenti. Confidiamo di aver interpretato il desiderio della signora Contardi destinando la sua donazione a questo progetto volto al miglioramento della qualità della vita, in un luogo accogliente ed elegante, contraddistinto da semplicità e sobrietà”. Il nostro Presidente ha infine ringraziato tutti i volontari e i professionisti che animeranno questo spazio, ricordando anche il contributo dell’Associazione Pallium in tal senso: “un bel segno di continuità con il passato e di speranza per il futuro”.
La targa in ricordo della signora Maria Contardi è stata svelata dal dott. Franchi insieme alla nipote Maria Luisa Badiini, intervenuta insieme a Camilla Stefanoni ed Elena Bergamaschi. I parenti hanno desiderato ricordare che il desiderio di questo lascito era stato animato anche da una fede forte e genuina, da sempre attenta alle sofferenze e alle fragilità del prossimo: “Aveva visto nel Samaritano questa stessa consonanza di valori e ideali: non avrebbe forse immaginato la bellezza di questa spazio, ma ne sarebbe sicuramente felice!”.








L’ultimo intervento è stato quello della dott.ssa Benedetta Franchi, Responsabile della Struttura di Cure Palliative e Hospice dell’ASST di Lodi, che ha ricordato come questo spazio nasca “dall’aver intercettato un bisogno”, quello dei pazienti assistiti dalle cure palliative domiciliari che “necessitano non solo di terapie farmacologiche, ma anche di supporto, compagna e momenti di socialità, per uscire dall’isolamento in cui l’esperienza di malattia ti può relegare. Un bisogno che investe tutto il nucleo famigliare”. Per realizzare questo progetto, dopo aver visitato un analogo servizio realizzato a Milano da VIDAS, a fronte dell’idea inziale che stava prendendo forma sono servite “testa, cuore e mani: volontari ed équipe hanno dato e daranno un contributo insostituibile per la realizzazione dello spazio e per tutte le attività che lo renderanno vivo. Desideriamo che i pazienti possano trascorrere qui, insieme, buona parte della giornata, con i volontari e i professionisti del Samaritano, anche condividendo la preparazione del pranzo e mangiando insieme. Inoltre potranno usufruire dei servizi sanitari, dei colloqui psicologici e della fisioterapia. I pazienti saranno accompagnati o dai propri parenti o grazie ai volontari e ai mezzi del Samaritano. Le altre esperienze avviate e a cui ci siamo ispirati sono molto positive, siamo davvero fiduciosi”.
L’inaugurazione si è infine conclusa con un momento conviviale proprio negli spazi del Long Day: l’ingresso per l’accoglienza, il soggiorno con la cucina e infine la stanza per la condivisione delle attività che saranno proposte di settimana in settimana.
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